STORIE DAL TAICHI: utili metafore

In un corso di taichichuan si trova sempre più di quel che si cerca: a Brescia, anche aghi e mestoli. Le immagini, si sa, si ricordano più facilmente delle parole. Anche la lingua cinese, che è la lingua del Taichichuan, ricorre alle immagini per descrivere alcune posizioni della Forma: abbracciare la tigre, accarezzare la coda del pavone, mani nelle nuvole… Per i praticanti bresciani, tradizionalmente portati alla concretezza più che alla poesia, il maestro usa immagini del nostro quotidiano per farci capire ciò che le sole parole non possono spiegare. Eccovi qualche esempio. Immaginate di essere un ago da cucito. Adesso […]

STORIE DAL TAICHI: l’attitudine del principiante

I principianti, quando arrivano in palestra, hanno un’espressione timorosa, come quelli che non sanno bene cosa devono aspettarsi dalla lezione che sta per cominciare. La maggior parte di loro pensa che il Tai Chi sia una specie di ginnastica per anziani – movimenti lenti, qualcuno pensa a una coreografia, una specie di balletto ritmato; qualcun altro è  incuriosito, conosce chi già pratica. Alla fine della prima lezione sono accaldati e hanno l’espressione stupefatta di chi ha fatto una  scoperta:  dicono “non credevo fosse così faticoso e impegnativo, ma è divertente!”. Chi continua, e torna anche dopo la lezione di prova, si impegna tantissimo […]