STAGE 2018

«Ben presto dalla superficie della terra elevavo le mie idee a tutti i gli esseri della natura, al sistema universale delle cose, all’essere universale che tutto abbraccia. Allora con lo spirito perso in questa immensità, non pensavo, non ragionavo, non filosofavo: mi sentivo, con una sorta di voluttà, oppresso dal peso dell’universo […] amavo perdermi con l’immaginazione nello spazio, il cuore stretto nei limiti degli esseri vi stava troppo serrato, e io soffocavo nell’universo, avrei voluto slanciarmi nell’infinito. Credo che se avessi svelato tutti i misteri della natura, mi sarei sentito in una situazione meno piacevole di questa estasi stordente, alla quale il mio spirito si abbandonava senza ritegno. […] Provo delle estasi, degli impulsi inesprimibili a fondermi, per così dire, col sistema degli esseri, a identificarmi con la natura intera. [Il contemplatore] non sa e non sente nulla, se non nel tutto».

J. J. Rousseau, Le passeggiate del sognatore solitario

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